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Colloredo di Monte Albano - Storia

Il toponimo Colloredo di Monte Albano nella prima parte deriva dal nome di una pianta, Corylus, che cresceva nella zona, mentre la seconda parte deriva dal nome prediale in -anu da Albus. Colloredo di Monte Albano sorse con la costruzione del castello da parte della nobile famiglia Colloredo-Mels investita di vari possedimenti dalla casa del Tirolo a partire dal XI secolo. Colloredo appare come feudo dei visconti di Mels discendenti, secondo un’antica tradizione, dagli Svevi di Waldsee, come attesta una pergamena del 1258.

I Colloredo divennero poi dal 1615 marchesi di S. Sofia e dal 1763 principi del Sacro romano Impero. In quel tempo i Mels avevano giurisdizione su Venzone e guadagnavano enormi somme con i pedaggi che là imponevano ai commerci e transiti.

Nel 1302 il patriarca Ottobono de Razzi autorizzava Guglielmo di Mels ad edificare una nuova residenza. Fu scelta una collina vicina dove già esisteva un misero villaggio. Il castello sembra che nel 1310 fosse già ultimato tanto che nel 1312 Bernardo di Colloredo poté mettere in fuga un esercito di mercenari. Esso era composto da un corpo principale, tre torri e due ali.

Nel 1314 il conte di Gorizia, dopo aver distrutto Susans, costrinse i Colloredo alla capitolazione. In seguito questa famiglia partecipò alle lotte dei feudatari friulani in una girandola di alleanze, pro e contro i patriarchi, i conti di Gorizia, i della Torre, i Savorgnan. Si narra che a destra, per chi guarda la torre del castello, fosse stata dipinta una casa in rosso perché il Savorgnan potesse riconoscere il nemico senza recare danno ad altri.

Nel 1511 in Friuli erano in lotta due fazioni: gli Strumieri capeggiati dai Savorgnan e gli Zamberlani capeggiati dai della Torre. I Colloredo parteggiavano per quest’ultimi e dovettero subire le disastrose rivolte contadine promosse dal Savorgnan. Il castello venne devastato ed incendiato. Il terremoto che ne seguì pochi giorni dopo lo rese in precarie condizioni. Le lotte continuarono tra i Colloredo e i Savorgnan finché nel 1568 vi fu una riapacificazione.

Il castello di Colloredo visse giorni di tripudio e di fasto per merito di questa famiglia che occupò posti importanti in varie corti tra cui quelle di Vienna e Firenze. Essi continuarono a detenere il feudo durante tutto il periodo veneziano. Con la caduta della Repubblica giunsero i francesi che durante il Regno francese d’Italia istituirono la municipalità come
autorizzava ad edificare una nuova residenza. Fu scelta una collina vicina dove già esisteva un misero villaggio. Il castello sembra che nel 1310 fosse già ultimato tanto che nel 1312 poté mettere in fuga un esercito di mercenari. Esso era composto da un corpo principale, tre torri e due ali.Nel 1314 il , dopo aver distrutto Susans, costrinse i alla capitolazione. In seguito questa famiglia partecipò alle lotte dei feudatari friulani in una girandola di alleanze, pro e contro i patriarchi, i conti di Gorizia, i , i . Si narra che a destra, per chi guarda la torre del castello, fosse stata dipinta una casa in rosso perché il Savorgnan potesse riconoscere il nemico senza recare danno ad altri.Nel 1511 in Friuli erano in lotta due fazioni: gli capeggiati dai Savorgnan e gli capeggiati dai della Torre. I parteggiavano per quest’ultimi e dovettero subire le disastrose rivolte contadine promosse dal Savorgnan. Il castello venne devastato ed incendiato. Il terremoto che ne seguì pochi giorni dopo lo rese in precarie condizioni. Le lotte continuarono tra i Colloredo e i Savorgnan finché nel 1568 vi fu una riapacificazione.Il visse giorni di tripudio e di fasto per merito di questa famiglia che occupò posti importanti in varie corti tra cui quelle di Vienna e Firenze. Essi continuarono a detenere il feudo durante tutto il periodo veneziano. Con la caduta della Repubblica giunsero i francesi che durante il Regno francese d’Italia istituirono la municipalità come
Comune di III classe nel Dipartimento di Passariano, Distretto di Udine e Cantone di Tricesimo.

Con il successivo governo austriaco, durante il Regno del Lombardo Veneto, Colloredo fu dapprima inquadrato come frazione di Mels, promosso capoluogo(probabilmente dovuto al prestigio goduto in Austria della famiglia Colloredo-Mels), compreso nel Distretto di San Daniele. Però, nel 1822, ritornò comune autonomo, seppure con consiglio comunale, senza ufficio proprio, accorpando le frazioni di Aveacco, Caporiacco, Codugnella, Laibacco, Lauzana, Pradiis e Mels. Nel 1866, con tutto il Friuli occidentale, entrò a far parte del Regno d’Italia.

Le splendide sale e il salone del castello di Colloredo, arredate da mobili di pregio, andarono distrutte dal tremendo sisma del 1976, assieme alle altre case ed edifici del paese. Il Castello di Colloredo atterrato fu uno delle immagini iconiche del terremoto del Friuli.

La ricostruzione è stata pronta ed efficace per quanto riguarda le abitazioni, anche il castello nella parte sinistra è stato da tempo riedificato, mentre si sta ultimando solo adesso la parte destra, per decenni al centro di una contesa legale.  

Approfondimento:

La famiglia Colloredo-Mels

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