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Cassacco - Storia

Il nome Cassacco, comune in provincia di Udine, sembra derivare dal toponimo prediale in –acu, Cassius, anche se alcuni lo vogliono far risalire ad una rocca dal nome tedesco: Cassimberg. Cassacco è un’antica località agricola, nel cui territorio si sono ritrovati numerosi reperti di epoca romana.

Nei pressi, infatti, passava la via Julia Augusta che collegava Aquileia con il Norico. Numerosi indizi e reperti ritrovati negli anni all’interno del fossato, testimoniano che già al tempo dei romani ci doveva essere un fortilizio, sulle cui fondamenta venne poi eretto il castello che attualmente vediamo e che domina l’abitato, che si sviluppò nel XII secolo. Tra le più antiche notizie documentali conosciute su Cassacco, di Prampero segnala un documento del 1202, mentre quelle sul castello risalgono al 1254.

Tra il 1332 e il 1340 sorse una controversia che metteva di fronte i Cassacco e i Savorgnan e che si risolverà il 29 giugno 1340 a favore di questi ultimi, che lo terranno sino al 1466, quando sarà acquistato da Gio Francesco di Montegnacco, ramo derivante dai Cassacco. I di Montegnacco si occuparono del maniero con una ristrutturazione nel 1480.

Nel 1495 il castello di Cassacco passò al ramo dei Savorgnan della Bandiera. Più tardi tornò di proprietà dei Montegnacco per i servizi resi alla repubblica Veneta e che per esso entrarono nel Parlamento Friulano. Rimase di loro proprietà sino al 1947.

Il castello Cassacco passò come tutti i feudi del Patriarcato di Aquileia alle dipendenze del governo veneziano e l’abitato che lo circondava era retto da un gastaldo. La vita nella villa seguiva i ritmi rurali e il lentissimo declino della repubblica di Venezia senza grandi sussulti.

Il crollo della Serenissima nel 1797 in seguito all’invasione delle truppe napoleoniche apparve come la fine del mondo.

I francesi durante il regno italico ristrutturarono il sistema amministrativo. Cassacco diviene comune di terza classe in seguito al decreto del 30 marzo 1806, comprendendo le frazioni di Conoglano, Martinazzo, Montegnacco e Raspano, e con il decreto n. 283 del 22 dicembre 1807 entra a far parte del Dipartimento di Passariano, Distretto di Udine, Cantone di Tricesimo.

Nel 1816, durante il governo austriaco, venne inserito nel distretto di Tarcento, mentre il 14 luglio 1819 venne deliberato che potesse avere un proprio consiglio comunale in quanto i proprietari estimati avevano superato il numero di trecento. Il 20 gennaio 1822 venne incluso nel distretto di Tricesimo.

Con la Terza guerra d’Indipendenza, con il Friuli occidentale fu riunito al Regno d’Italia, come ratificato nella legge di esecuzione del trattato di pace del 25 aprile 1867.

Nel 1905 si cominciò a costruire la chiesa a Conoglano che verrà terminata nel 1921. Durante la I guerra mondiale anche Cassacco risentì della vicinanza del fronte e patì lo stato di forte miseria durante tutto il 1918.

Negli anni Trenta venne ristrutturata la chiesa di Martinazzo e si costruì il campanile.

Giunsero i duri giorni della II guerra mondiale. Molti dei cittadini di Cassacco vennero inquadrati nella Divisione Julia, impegnata nelle campagne di Grecia e di Russia. Dopo l’8 settembre 1943 cominciò il duro periodo dell’occupazione tedesca e dei bombardamenti alleati. Il 7 aprile 1945, al bivio di Cassacco, il Tram Bianco diretto a Udine viene mitragliato. Ci sarà un morto e la motrice distrutta.

Finita la guerra, ritornano i giorni della pace, con la sfida della ricostruzione civile e materiale.

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Cassacco negli anni Sessanta del Novecento

Nel 1950 venne eretto il nuoco campanile di Raspano, mentre il censimento del 1951 indica che gli abitanti del comune sono 2960.

Il comune si basa su un’economia prevalentemente agricola e gli anni Cinquanta e Sessanta portano un certo benessere. Purtroppo il 6 maggio 1976 un forte terremoto colpisce il Friuli. Cassacco è uno tra i comuni più colpiti, molti edifici sono distrutti o danneggiati. Anche il castello e fortemente lesionato. La determinazione nella ricostruzione, comune a tutto il Friuli, farà meritare ai cittadini la medaglia d’oro al valor civile.

 

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