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Attimis - Castello di Partistagno

Il castello di Partistagno si trova nel comune di Attimis in provincia di Udine. Quello che oggi si può vedere sono solo alcuni resti. Uscendo da Attimis per la S.S. 356 “di Cividale”, in direzione Faedis, poco dopo la fine dell’abitato, si giunge alla località Borgo Faris (km 2, m. 174), dove sulla sinistra si stacca una stradina che conduce ad alcuni ruderi, posti a 291 e 314 m, che appartengono al Castello di Partistagno e la sopravvissuta Chiesetta di Sant’Osvaldo.

Quando sorse, il Castello si chiamava di Perthenstein che vuol dire rocca splendida. Esso figura fra i più antichi manieri del Friuli. È di origini tardo-antiche o altomedioevali e sorse come elemento del sistema difensivo a controllo della strada che transitava nei pressi, Julia Augusta nel tratto Forum Julii (Cividale) - Gemona del Friuli, che era detta Forum Julii “ad Silanos”, strada di grande importanza in epoca longobarda.

 

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Nel 1106 era possesso di Bertoldo dei signori bavaresi di Moosburg, anti-Arcivescovo di Salisburgo, che in quell’anno lo donò alla nipote. Era costituito da una torre mastio, con palazzo dotato di bifore e mura possenti.

Nel 1170, Vodolrico di Moosburg, già Marchese di Toscana, ne fece dono, assieme al castello superiore ed inferiore di Attimis, al patriarca Vodolrico II di Treffen, che lo concesse in feudo il 12 febbraio 1172 ad Everardo di Cuccagna, che assunse tale cognome.

Tuttavia, già pochi decenni dopo, i Partistagno si ribellarono agli ordini dell’Imperatore Federico II di Germania. Questi fece abbattere il castello nel 1239, che mai più risorse.

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Esistono ancora un massiccio angolo di torrione (il fabbricato più importante della rocca) ed altre parti da cui si ricava parzialmente l’idea della notevole costruzione, che ancora mostra le caratteristiche bifore.

Il materiale del distrutto castello servì per la costruzione (a circa 40 passi) di una casa incastellata nel XV secolo, che dopo qualche tempo fu a sua volta distrutta. Nel secolo XVI i Partistagno abbandonarono la residenza e si stabilirono a Belvedere di Torre di Povoletto costruendovi una villa. Oggi si possono solo vedere le poderose mura che si alzano tra la vegetazione.

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Tra questi ruderi, sopravvive quella che fu la chiesetta di Sant’Osvaldo. Eretta in epoca medievale, dell’edificio orginario rimane solo presbiterio e abside dove sopravvive un bell’affresco trecentesco che raffigura il Cristo tra i simboli degli evangelisti e gli apostoli, che viene attribuito alla scuola di Vitale da Bologna. Il resto della chiesa fu ricostruita nel XVI secolo.Venne restaurata ulteriormente nel 1909.

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