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Storia di Artegna

L’etimologia del nome di Artegna, comune in provincia di Udine, ha dato origine a varie interpretazioni. Per alcuni potrebbe derivare da "arx-nea", cioè rocca nuova o anche da "Arthenia" ara di Diana. Per altri dalla fusione di due toponimi celtici “ar” acqua e “dun” collina.

L’antica Ardun potrebbe essere stata più tardi latinizzata in Arthenia a significare collina sopra l’acqua. Il colle di San Martino sovrastante di Artegna risulta abitato in epoca romana. La sua posizione dominate la pianura friulana, si prestava magnificamente come postazione di vedetta per vigilare la strada romana che portava al Norico.

Numerosi sono i reperti archeologici rinvenuti nelle varie località del comune: numerose monete, lacrimatoi, spille e punte di frecce.
Sin dall’epoca longobarda Artegna aveva una salda torre in vetta al colle S. Martino. Poi i nobili d’Artegna costruirono il castello e la chiesa di S. Martino.

Fra i signori d’Artegna e i Patriarchi i rapporti erano molto buoni ma si guastarono sotto Gregorio da Montelongo quando Guarnerio d’Artegna, d’accordo con il duca di Carinzia, attaccò l’abitato di Tricesimo. Il Patriarca, allora, con le sue truppe conquistò il castello. Artegna tentò più volte di ribellarsi, ma fu sempre domata. Nel 1307 il maniero era in possesso del conte di Gorizia Enrico II, due anni dopo ritornava al Patriarca e nel 1313 era di nuovo in mano al conte. Queste continue lotte per il suo possesso attestano la sua importanza strategica.

Al tempo del Patriarca Bertrando di S. Genesio Artegna fu incorporata nella gastaldia di Gemona e ciò fu mal sopportato dagli abitanti che rivolsero pressanti appelli al Patriarca affinché li liberasse da quel vincolo. Ma non furono ascoltati anzi il successore di Bertrando Nicolò I di Lussemburgo confermò in forma solenne i privilegi ai Gemonesi.

Questi, causa delle continue sommosse, chiesero al Patriarca di demolire il pericoloso maniero ed esso fu abbattuto nel 1382. Fu riedificato e nuovamente incendiato e distrutto. Nell’agosto del 1408 in seguito alla grande festa religiosa per la consacrazione dell’altare maggiore della chiesa di S. Martino gli Artegnesi tentarono ancora una volta di ricostruirlo ma non riuscirono a portare a compimento l’opera.

Qualche anno dopo fu lo stesso Patriarca a ricostruirlo al tempo delle ultime lotte contro la repubblica di Venezia. Nel 1448 Artegna passava alla dipendenze di Giacomo Savorgnan che aveva ottenuto l’investitura.

Seguirono anni tranquilli sino alla caduta di Venezia. I Francesi il 5 maggio del 1797 decretarono la divisione di Artegna da Gemona ed il paese divenne così libera municipalità, poi gli Austriaci nel 1816 assegnarono Artegna al distretto di Gemona, ma ormai i tempi erano cambiati ed il fatto fu accettato dagli Artegnesi. Nel 1867 Artegna fu annessa al Regno d’Italia e segui le sorti dei comuni Friulani.

Artegna è stata quasi completamente distrutta dal terremoto del 1976.
La sua ricostruzione ha portato nuovi e numerosi interessanti edifici civili. Tra questi è da segnalare il Centro Civico realizzato tra il 1980-81 su progetto di Adriano Conti
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Altre schede:

Artegna nella I Guerra Mondiale – Batteria del Monte Faeit

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