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Aquileia (UD)

Storia di Aquileia

Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C., come baluardo allo sconfinamento dei celti e poi come punto di partenza per la conquista dei territori a nord dell’Italia. La costruzione delle strade romane, fece di Aquileia un punto d’incontro commerciale e culturale tra il Mediterraneo e il Norico.

Questo portò ad uno sviluppo notevole della città che arrivò a contare 80/100.000 abitanti, divenendo la più grande città dell’Italia settentrionale, fino a quando non fu superata da Milano. Fu soprannominata la seconda Roma. Dal IV secolo fu anche il punto di irraggiamento del cristianesimo verso il nord-est dell’Europa. La basilica e gli splendidi mosaici ne sono testimonianza.

Le invasioni barbariche e infine quella degli Unni di Attila nel 452, accelerarono il suo declino al seguito dell’impero. Dopo alcuni secoli di abbandono, verso il X secolo, con le donazioni imperiali al Patriarca di Aquileia, la città, e in specie la basilica, rifiorirono, quale simbolo religioso del potere patriarcale.

Il tramonto del patriarcato coinvolse anche Aquileia. Arrivarono quindi i veneziani a cui, nel 1509, subentrarono gli Asburgo. Nel 1751 la diocesi di Aquileia fu divisa nelle due diocesi di Udine e Gorizia, facendo venire meno Aquileia anche come simbolo religioso. Con la rinascita dell’interesse archeologico che si ebbe in Europa a cavallo tra Ottocento e Novecento anche Aquileia ebbe i suoi benefici.

All’inizio del XX secolo si ebbero ampie campagne di scavi, riportando alla luce moltissimo materiale. Con la fine della I guerra mondiale, Aquileia ritornò all’Italia e da qui, nel 1921 partì la salma del Milite Ignoto, che raggiunse Roma e fu tumulata nel Vittoriano. Oggi Aquileia è il più importante sito archeologico dell’Italia Settentrionale.

 

 

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