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Storia di Ampezzo

Il comune di Ampezzo, in provincia di Udine, posto sul versante destro della Valle del Lumiei, ha un nome di origine oscura e costituisce il cuore della Valle dell’alto Tagliamento - Lumiei. Ancor oggi è uno tra i comuni più ricchi di boschi di tutta la Carnia.

Pare che i primi insediamenti umani risalgano all'età del bronzo. Il primo documento che parla ufficialmente di Ampezzo risale donazione dei fratelli Erfo, Anto e Marco, figli della longobarda Piltrude, datato 3 maggio 762, quando fondarono un convento per la madre e altre monache a Salt di Povoletto (Udine).

Tra i beni vengono nominate alcune case ampezzane: “casas in vico Ampicio”. Il Friuli e la Carnia, per volere dell'imperatore Enrico IV di Germania, passarono al Patriarcato di Aquileia nel 1077 e vi rimasero sino al 1420 quando subentrò la repubblica di Venezia. “Vicus Ampitius” avrà con Aquileia solamente legami di ordine puramente ecclesiastico. Fu in questo periodo che si affermò lo stile caratteristico dell’edilizia locale e l’arte dell’intaglio.

Col declinare del mondo feudale si assistette ad un lento ma progressivo rinnovamento della vita economica e sociale dell’Ampezzano. I contatti non solo con i paesi montani, ma anche con quelli della pianura si fecero via via più frequenti, gli scambi commerciali diventarono meno difficili e l’artigianato si sviluppò floridamente.

Per molti secoli l’arte della tessitura fu una delle più diffuse ad Ampezzo, esercitata con molta bravura. Essi infatti furono conosciuti ovunque per la loro maestria. Parallelamente alla tessitura si sviluppò l’arte del tingere e quella di purificare le stoffe. Tutte queste attività ebbero un rapidissimo declino nell’Ottocento quando sul mercato furono lanciati tessuti più economici dalla grande industria.

La lavorazione del legno e quella del ferro invece continuarono, ed ha avuto ad Ampezzo, anche nei nostri tempi, un notevole incremento.

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO:

La pieve di Ampezzo

 

 

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