Cerca nel sito

 

Widgets Magazine Widgets Magazine

Agnello istriano

di Giorgio De Zorzi

L’agnello istriano è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano (P.A.T.) della zona del Carso goriziano e triestino. Viene detto anche di razza istriana o carsolina o dalmata-carsica (o con il termine internazionale di Istrian Pramenka o Istrian Milk), ed è ripartito nelle classi agnello da latte (fino a 10 kg), leggero (da 10 a 13 kg) o da carne (sopra i 13 kg), a seconda del peso e destinato al consumo del periodo pasquale.

La pecora istriana viene da secoli allevata principalmente per il latte e la produzione di latticini e gli agnelli venivano quindi venduti per consentire la mungitura durante l’estate.

La pecora istriana popola queste zone sin dal Trecento. Proviene da incroci con greggi originarie dell’Europa dell’est (in particolare la Dacia dei romani, l’attuale Romania) e dei balcani, giunte al seguito delle popolazioni morlacche che nei secoli passati, sotto la spinta turca, sono giunte sino al Carso. È imparentata con la Pramenka croata, che però è assai più grande e robusta. Il vello è generalmente bianco-nero, a chiazze.

Tra le famiglie di allevatori (stanziali) di oggi, qui residenti, troviamo nomi come Poropat, Zele, Samsa, Grubissa, che sono i medesimi documentati nei secoli passati delle famiglie che praticavano la transumanza.

La razza ovina istriana oltre che nel Carso viene allevata in zone contigue della Slovenia e della Croazia, adattandosi alle condizioni ambientali, costituite da pascoli magri e suoli petrosi, con vegetazione a macchia. Nei secoli i pastori sono riusciti a creare un equilibrio tra la gestione del terreno e l’allevamento degli ovini, tutelando la biodiversità dell’ambiente.

L’allevamento ovino nel Carso nello scorso secolo ebbe il suo declino. Nel Convegno tecnico sull’ovinicoltura nelle Venezie del 1943, la pecora istriana viene registrata nelle zone del goriziano, del triestino, di Pola e di Fiume. Dopo la guerra però si assiste ad una drastica riduzione in Italia, con circa 10.000 capi censiti nel 1961 e soli 250 nel 1983. Oggi sono registrati meno di 300 capi ripartiti in sette greggi. In tutta la zona transfrontaliera sono censiti circa 1800 capi. La razza è tutelata dal 1989 dalla Croazia e da alcuni anni dalla regione Friuli Venezia Giulia.

La carcassa dell’agnello da carne viene commercializzata generalmente intera o in mezzene, con il corpo scuoiato, dissanguato, eviscerato e senza zampetti. Quello da latte può comprendere viscere e testa.

L’agnello istriano è un tipico piatto pasquale di queste zone, preparato in stufati o cotti in un particolare tipo di pentola con coperchio che si chiama čripnja.

L’agnello istriano fa parte dell’Arca del Gusto di Slow Food. Si può reperire in alcuni spacci locali e nello spaccio dell’agriturismo del Parco Rurale Alture di Polazzo.

 

Bibliografia:

Cibario del Friuli Venezia Giulia - Atlante dei prodotti della tradizione - ERSA, 2002.

 

• Viaggio in Friuli Venezia Giulia

 

 

Viaggio in Friuli Venezia Giulia di AFIP P.I. 02319940306 - Tutti i diritti riservati - © Avatar Project